Colosseo, San Pietro, Fori Imperiali, Altare della Patria: sono solo alcune delle meraviglie della Città Eterna, che tutti conoscono e visitano durante un viaggio. Ma Roma è molto di più: “dietro ogni angolo, anche il più nascosto”, c’è una storia. A rivelarlo è l’archeologa Gabriella Serio, che nel suo libro ‘101 tesori nascosti di Roma da vedere almeno una volta nella vita’ (Newton Compton Editori, pp.288, euro 14,90) conduce il lettore alla scoperta di opere d’arte segrete e ‘perle’ sconosciute.
Si tratta di una sorta di libro-guida dedicato non solo al turista, ma anche ai romani, che spesso ignorano aneddoti e vicende della loro città. E così, anche se sei già stato nella capitale d’Italia, potresti approfittare delle offerte lastminute da trovare tra gli annunci per Roma, acquistare il libro ed avventurarti alla scoperta della Roma che solo in pochi conoscono.
Come primo luogo da visitare, l’autrice consiglia i resti del Tempio di Giove Capitolino, sul Campidoglio, entrando subito nel cuore della città visitando i Musei Capitolini. “I resti del tempio – spiega l’archeologa romana –, infatti, sono inglobati all’interno del percorso museale”. Allontanandosi dal centro storico, per gli amanti delle passeggiate nei parchi e del liberty, Roma vanta ‘la Casina delle civette’, ex residenza del principe Giovanni Torlonia. La ‘Casina’ è un vero e proprio mix di stili e un collage di materiali, all’interno di villa Torlonia. Nei pressi del Colosseo, a villa Celimontana, spunta, invece, tra i vari reperti archeologici, l’obelisco egizio di Ramsete II, che ha un gemello situato in Piazza della Rotonda al Pantheon.
Roma può incantare anche nel suo sottosuolo: avventurandosi a otto metri di profondità si può scorgere la ‘caserma dei pompieri nei sotterranei di Trastevere’, commissionata dall’imperatore Augusto dopo l’incendio del 6 d.c.
Risalendo in superficie, a pochi passi dalla Fontana di Trevi, c’è una galleria attraversata quotidianamente da centinaia di persone: la galleria Sciarra-Colonna, “un gioiello liberty, che essendo anche un comodo passaggio pedonale – spiega l’autrice – , difficilmente i frettolosi romani si accorgono della sua ricca decorazione, dedicata interamente al sesso femminile”.
Tanti romani, inoltre, ignorano le storie dei ‘Forti’, costruiti con lo scopo di controllare le vie d’ accesso alla capitale, soprattutto le consolari. Come il Forte Prenestino, ricordato nel libro della Serio, che oggi è diventato un centro sociale occupato autogestito, situato nel quartiere periferico di Centocelle.
In questo percorso, escluso dagli itinerari tradizionali, non mancano i capolavori custoditi nelle chiese, come ‘la Madonna dei Pellegrini’ del Caravaggio, nella Cappella Cavalletti, oppure i chiostri e le chiesette più nascoste. E’ il caso della “Chiesa di San Lazzaro in Borgo”, piccola filiale di San Pietro: “un piccolo gioiello dell’architettura proto-romanica”, come lo descrive l’autrice.