Sono le nostre città a dover cambiare?

Molte persone quando pensano alla città si immaginano la loro vita solo e sempre in quell’ambiente. A questo tipo di persona fa da contraltare quella che invece, da molti anni sogna solo di potersi comprare un casolare nella ridente campagna Toscana. La maggior parte della gente con cui mi capita di parlare, che sia pro o contro la città, vorrebbe comunque buttarla giù e ricostruirla daccapo.

Siamo proprio sicuri che mettere il nuovo al posto del vecchio sia sempre giusto? Prendiamo il caso di un piccolo paese dove tutto funziona come dovrebbe. Posso comodamente trovarmi al pub con gli amici andando a piedi, uscire per portare mio figlio a spasso con il passeggino e trovare un giardino per far divertire il cane. Lì trovo altre mamme con le quali condivido informazioni, chiacchiere e piccoli favori. Questo è il bello del paese.

Ora quello che intendo dire è che anche in una città è possibile vivere secondo la stessa filosofia. Se siamo disposti ad accettare un sistema di vita fatto di scambio di piccoli favori non diventa un problema camminare 20 minuti di più per andare ai giardinetti se la nostra vicina può guardarci il bambino in cambio di un passaggio in centro. Se riusciamo a fare tutto questo non abbiamo bisogno di buttare giù un palazzo per costruire un palazzetto dello sport dove parcheggiare il figlio per due ore. Alcuni diranno che il palazzetto serve, ma che dire del fatto che magari si potrebbe incaricare una persona fidata per accompagnare i bambini al palazzetto in centro usando i mezzi pubblici?

Forse basterebbe cambiare qualche piccola abitudine per avere una città dal volto più umano e sensibile grazie alla quale potremmo tenerci i nostri palazzi ed essere soddisfatti della vita che conduciamo senza pensare alla tanto idealizzata quanto spesso irraggiungibile casa in Toscana.

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